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Ferrovie: Sindacati, siglato rinnovo contratto nazionale. Aumento medio 110 euro

Roma 23 marzo - “Firmato il rinnovo del contratto nazionale delle attività ferroviarie e del contratto aziendale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, scaduti nel 2017 dopo che era stato regolato con un accordo ponte il triennio 2018 - 2020”. Lo riferiscono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Orsa Ferrovie e Fast Confsal sull’intesa raggiunta nella serata di ieri nella sede di Confindustria con l’associazione datoriale Agens, aggiungendo che “è un risultato molto significativo, raggiunto in un contesto economico e politico particolarmente difficile”.

“Il nuovo contratto che interessa circa 80 mila ferrovieri, compresi tutti gli addetti delle attività in appalto di ristorazione, pulizia e accompagnamento notte - spiegano le organizzazioni sindacali - avrà decorrenza dal 1 gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2023. Per la parte economica è previsto un aumento al livello medio di 110 euro. Inoltre è prevista un 'una tantum’ di 500 euro relativa all’anno 2021”.

“Contestualmente - proseguono le organizzazioni sindacali - viene rinnovato il contratto aziendale del Gruppo Fs che prevede un aumento di 200 euro l’anno sul welfare sanitario e l'incremento del 1% al mese a carico dell’azienda dell'attuale quota destinata alla previdenza integrativa e l’avvio di un osservatorio per lo sviluppo del welfare aziendale, a cui partecipano le organizzazioni sindacali e l'azienda”.

“Insieme al rinnovo - proseguono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Orsa Ferrovie e Fast Confsal - è stato siglato un importante accordo per il recupero del premio di risultato 2021 pari a 850 euro, di cui 500 monetizzati e 350 in welfare, con l'impegno a definire un accordo per il biennio 2022-2023 della vigenza contrattuale, avendo comunque già concordato le quantità economiche di 900 euro e 1.000 euro”.

“Le due ipotesi di rinnovo - affermano infine i sindacati - saranno sottoposte all’approvazione dei lavoratori e delle lavoratrici del settore attraverso un referendum”.